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L'esproprio del TFR - al posto della pensione l'estrema unzione?

14 Nov 2006

di Lucio Garofalo | Newsweek

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Hanno liquidato la cara, vecchia “liquidazione”, e l’hanno sostituita con il TFR = Trattamento di Fine Rapporto = Trattamento di m****. Scusate, volevo dire di cacca.
L’accordo stipulato tra il governo Prodi(torio) e le cosiddette “parti sociali”, ossia i sindacati e la Confindustria, è semplicemente inaudito e vergognoso.  Se questo è il risultato della tanto osannata e agognata “concertazione”, allora è meglio lo scontro di classe, la lotta dura (e senza paura), dato che con il sistema concertativo siamo sempre noi lavoratori a prenderlo in quel posto.
Ma va là, non lamentarti come il solito! E chi si lagna? Io non mi lagno, mi infurio e basta! Eppure, dando uno sguardo in giro mi pare di non essere il solo ad indignarsi e protestare.
A destra c’è chi grida e rumoreggia contro un presunto “esproprio proletario” del TFR commesso contro i “poveri padroni”, scippati e derubati dei NOSTRI soldi accumulati durante lunghi decenni di duro lavoro. E pretendono ancora di più: di farci lavorare fino a 70 anni!
Quando parlo di duro lavoro mi riferisco anzitutto a chi lavora in fabbrica per otto ore al giorno, costretto ad alienarsi diventando un automa (ricordate il mitico Charlotte, cioè Charlie Chaplin nel film “Tempi moderni”? In fondo la vita in tante fabbriche del mondo, specie del Terzo mondo, è ancora così, se non peggio). Mi riferisco a chi suda in miniera, rischiando ogni giorno di morire sepolto sottoterra (l’unica “consolazione” sarebbe quella di risparmiare le spese per la tumulazione), a chi è rinchiuso in un arido ufficio per lunghe, interminabili ore, immerso tra pratiche inutili e noiose da sbrigare, ma altresì a chi insegna in una scuola, dentro una classe di 25 alunni scalmanati e svogliati, a chi opera in un ospedale, assistendo e curando gli infermi, a chi deve pulire i bagni, a chi altrove è condannato a sgobbare, travagliare, crepare, senza nemmeno più la speranza o l’aspettativa di una vecchiaia serena e decorosa.

Lavori usuranti o meno, i soldi sono sempre i nostri! Purtroppo, sono un povero ingenuo… Miseri e tapini, questi padroncini. Che pena mi fanno! E dire che si erano pure illusi!
E’ proprio così, questo accordo concertativo è una “rapina” organizzata in piena regola contro le grandi e potenti imprese neocapitaliste (ma chi ci crede?), tant’è vero che i rappresentanti della Confindustria hanno approvato e sottoscritto l’intesa. Sono stati davvero così sciocchi?
Altrove, invece, cioè negli ambienti dell’estrema sinistra, al di fuori dell’area filo-governativa, in quei settori che un tempo si definivano “extraparlamentari” (che bei tempi quei tempi, benché all’epoca io fossi ancora in fasce a vagire e poppare il latte materno) si urla e ci si indigna contro lo scandalo dell’ennesimo “esproprio capitalistico” perpetrato ai danni di noi “ricchi” lavoratori (dalle dichiarazioni fiscali rese note nell’ultimo anno risulta che un umile maestro elementare guadagnerebbe più di un dentista indigente, anzi nullatenente, o di un miserabile gioielliere: che bella soddisfazione!).
La classe lavoratrice è stata scippata anche del TFR, ossia dei preziosi e sudati risparmi accumulati durante un’esistenza di fatiche, di stenti, rinunce e sacrifici.
Penso soprattutto ai milioni di operai, produttori e lavoratori salariati, a tutti quelli che per anni svolgono lavori davvero usuranti e logoranti, e che alla fine della loro “carriera” si trovano totalmente stressati, sfiniti fisicamente e mentalmente, senza una pensione degna di tal nome, senza la liquidazione (ormai liquidata e svenduta a tutti gli effetti), senza un reddito accettabile, magari con un mutuo bancario ancora da saldare, con altri obblighi arretrati da onorare, oppure con schiaccianti interessi da restituire agli usurai. Che bella prospettiva!
Tra la prima interpretazione (“esproprio proletario” contro i padroni) e la seconda (“esproprio capitalistico” contro la classe lavoratrice), io (chissà perché?) propendo per la seconda versione. Ma che ci volete fare! Sarà forse che sono di parte, essendo anch’io un lavoratore dipendente che versa interamente le tasse al fisco. Ma che soddisfazione quando ho appreso di guadagnare più di un dentista o di un gioielliere. Se lo sapesse la mia compagna, mi porterebbe immediatamente in un negozio di Cartier a fare spese folli e rovinose.

Sì, mi sento davvero rapinato, umiliato, beffato, non una ma tre volte!
Prima di tutto mi è stato sottratto il sacrosanto diritto ad andare in pensione ad un’età ancora decente, in grado di godermi il meritato riposo, quantomeno quando sarò ancora vivo, e non invece da morto, oppure da vecchio decrepito e rimbambito.
Quindi sono stato privato della possibilità di percepire una pensione decorosa, ossia un reddito tale da rendermi autosufficiente nella cosiddetta “terza età”, e non ricevere un’elemosina, costringendomi ad “integrare” la pensione dell’INPS con altri fondi di varia matrice o natura (banche, assicurazioni, sindacati, INPS, ecc., sono tutti in competizione per accaparrarsi i ghiottissimi miliardi di euro del TFR estorti come ben sappiamo alle classi lavoratrici).
Infine, sono stato derubato della cosiddetta “liquidazione”, che mi viene letteralmente estorta e prosciugata con l’accordo sulla “previdenza integrativa”: in pratica il TFR diventa un “fondo perduto”, in tutti i sensi. Ma se io lo perdo qualcun altro lo intercetta. Anzi, ne fa incetta!
Tutto questo grazie a chi? Ma alla “cara e buona” concertazione tra le “parti sociali”, tra cui dovrebbe esserci (se non erro) anche quella parte che avrebbe dovuto rappresentare e tutelare i miei interessi, ovvero gli interessi dei lavoratori.
Se non si fosse capito chiaramente, la parte a cui mi riferisco è il sindacato. Amen!
Insomma, sono stato ingannato, scippato, svenduto, schiaffeggiato, deriso, per almeno tre volte. Allora dico addio al TFR! Addio alla pensione!
Ma mi spetta almeno l’estrema unzione? Gratis… o devo pagare ancora?
Ai posteri l’ardua sentenza… Al governo Prodi(torio) e alle “parti sociali” (sembra un film con un cast di quelli eccezionali) va il mio più sentito e caloroso ringraziamento.

TFR = Ti Faccio un Regalo!

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Commenti

#1

Quando si parla di pensione bisogna inevitabilmente fare i conti con il passato (dove era più facile, forse troppo, arrivarci), con il futuro (dove potrebbe esser impossibile farlo) e con il benessere che ci ha allungato la vita.
Una cosa importante che tu hai sottolineato è che deve esistere una distinzione tra i lavori (usuranti e meno) per stabilire sia l'età, sia la "volontà" pensionabile.
Infine per quel che riguarda il TFR integrativo, potrebbe essere una strada percorribile, il problema è che non sarà più disponibile al lavoratore (magari che dovrà acquistare la prima casa) se già investito per la futura pensione (o la casa o la pensione?)...questo lo chiamerei anch'io esproprio.

# - postato da Rapu - 14 Nov 2006 13:36

#2

Io sapevo che la destinazione del TFR a uso e consumo dei fondi pensione delle imprese fosse già stato attuato dal precedente governo.
Sapevo anche che il governo,destinandone metà all'INPS,avesse leggermente migliorato la situazione.
Accetto correzioni.

# - postato da ingrato - 14 Nov 2006 22:38

#3

E vai,ogni tanto fa piacere trovare qualcuno che parla del mondo del lavoro.Allora...lavoro in fabbrica otto ore al giorno nel settore gomma plastica.Non sono però un automa e nemmeno mi ci sento,ho messo li il mio corpo e il mio cervello ma mi pongo in maniera critica e quindi sono vivo anche in fabbrica.Anche se a volte sono veramente stanco.Così si rischia di generalizzare e non va mai bene.Per quanto riguarda le pensioni...quando,tra 25 anni andrò in pensione,allo stato attuale delle cose,percepirò il 40% del mio stipendio attuale.Il conto per arrivare a questo 40% è facile,si somma uno stipendio percepito per ogni anno lavorato e si divide per gli anni lavorati.A rigor di logica quindi mi devo fare una pensione integrativa per poter sopravvivere da pensionato.La cosa scandalosa è che i sindacati confederali,invece di difendere le pensioni, ne hanno subito approfittato e hanno messo in piedi i famosi Fondi Chiusi,fondi pensionistici di categoria.Cosa sono?Sono dei fondi a cui ci si iscrive tramite i sindacati i quali fanno da mediatori tra i lavoratori e le banche che sono i veri gestori dei fondi.I sindacati portano alle banche i soldi e le banche li gestiscono,tra l'altro senza la garanzia che gli investimenti siano etici.Possono,per dire,investire in armi o in OGM o qualsiasi altra cosa.E' chiaro che se io porto alla banca 3 miliardi di euro da gestire la banca mi darà qualcosa in cambio per la mia mediazione,questo è l'incasso dei sindacati.Perchè lo fanno?Perchè le tessere per varie ragioni sono sempre meno e loro si devono,scusate,parare il culo per mantenere i propri apparati.Se invece si decide di dare i soldi all'inps per i lavoratori non cambia nulla,al momento del pensionamento il TFR viene restituito ai lavoratori esattamente come succede oggi,cioè con una rivalutazione annua del 3%.Quel che non va bene di quest'ultimo passaggio è che passa il cocetto che i MIEI soldi non siano più MIEI e che io non possa decidere cosa farne.O meglio,che io sia costretto a decidere tra opzioni imposte dal governo.Perchè invece gli industriali non hanno fatto una piega?Per prima cosa c'è da dire che le piccole aziende,le più bisognose dei NOSTRI soldi,potranno continuare a tenersi il TFR in azienda,come secondo punto ci metterei che hanno già ricevuto un grossissimo favore con il taglio del cuneo fiscale che gli frutterà 6 miliardi di euro.Ma lo sapete che vuol dire concertazione?Che governo e sindacati pensano insieme a come governare il mondo del lavoro.Io lo trovo scandaloso.
Ciao.

# - postato da rob. - 15 Nov 2006 10:48

#4

Anche qui.Davvero non cambia nulla con la destinazione all'INPS di metà del TFR?Certo,se questo fosse avvenuto anche per le imprese piccole sarebbe stata tutta un'altra storia.Ma anche così si è riusciti a salvaguardare almeno una parte del TFR.Perché la parte che va all'INPS sicuramente può in qualche maniera tornare al lavoratore.Mentre la parte che rimane ai fondi pensione delle imprese potrebbe scomparire.Immaginate che l'impresa in questione fallisca:con questa finanziaria,si potrà dire quello che volete,ma almeno la metà del TFR è salva;con la precedente legislazione,rimanendo l'INTERO TFR in mano all'impresa,il TFR andrebbe INTERAMENTE a puttane.

P.S.Non mi sembra poi molto onesto criticare il sistema concertativo o dire che con il sistema concertativo "lo si è sempre preso nel culo".Non mi pare onesto visto che proprio il sistema concertativo,il culo di cui sopra ce l'ha salvato in almeno due occazioni(nel dopoguerra e sotto Tangentopoli).Non vedo perché non debba salvarcelo ancora.

# - postato da ingrato - 17 Nov 2006 19:00

#5

da giovane lavoratore italiano dipendente,che ogni settimana emigra da Napoli a Roma da ormai 6 anni,mi rimangono alcune domande a cui non sò dare risposta e sono?

1)Mi tolgono dalla busta paga il 33% in tasse per circa 500? al mese da 6 anni, ma in cambio che servizi ho? se devo pagare tutto anche l'ospedale se dovessi sentirmi male?provate a dirmi un servizio gratuito che potrei ricevere, io non ne trovo

2)Visto che ho deciso di non andare a votare mai + fino a che un governo estero ci salvi e visto che odio con tutto me stesso i sindacati Italiani doppiogiochisti traditori e disfattisti dell'Italia, cosa mi rimane da fare in questo paese per non pagare ancora cose di cui non ho colpa?

3)Devo solo sperare di trovare un lavoro all'estero?

# - postato da sx1mania - 18 Nov 2006 19:41

#6

I sindacati saranno anche doppiogiochisti e traditori ma sono sempre meglio di quelli che amano sparare sopra tutto e tutti tanto da non andare a votare.
Se viviamo in un Paese dove si sopravvive(anche se male)e non nel Ruanda che eravamo fino a quarant'anni fa lo dobbiamo anche ai sindacati.Che sbagliano,come tutti coloro che provano a fare qualcosa.Chi fa falla e chi non fa sfarfalla.

# - postato da ingrato - 18 Nov 2006 20:05

#7

si si sogna sogna mi sa che sei fermo negli anni 60, noi ormai siamo peggio del Ruanda apri gli occhi "ingrato"

# - postato da sx1mania - 18 Nov 2006 20:09

#8

Io in Africa nera ci ho vissuto e ti garantisco che è proprio un altra cosa.Lo stesso dicasi per l'Italia dei miei nonni quando i calabresi venivano a Milano e mangiavano con le mani.A quei tempi,tanto per dire,non si poteva scrivere ad un computer-cosa che tu stai comodamente facendo al giorno d'oggi.

Ciò non toglie che la situazione di oggi non sia buona per niente.Tu chiedi cosa puoi fare?Mi permetto di risponderti:sii un po'più accondiscendente e comincia a sostenere quelle parti politiche che - fra difficoltà oggettive e vasi di piscio più o meno in malafede - cercano di rimettere un po'a posto le cose.
Tanto per cominciare,lo sai come si fa ad ottenere dei servizi?Semplice:riducendo l'indebitamento dello Stato.E sai come si fa?Con finanziarie come queste.Finanziarie sulla quale buona parte della "sinistra dura e pura"caca felice e contenta.

# - postato da ingrato - 18 Nov 2006 20:20

#9

Ingrato lo spero fortemente che possa cambiare qualcosa questo governo,perchè non sperare non è umano ne razionale.

Ma ormai sono in un'ottica diversa,dopo essere stato in Germania,Inghilterra,Olanda,Grecia,SpagnaSvizzera,Tunisia..ecc, credo che l'indebitamento non esiste soprattutto se calcolo che in 6 anni di lavoro con le tasse ho prodotto 40.000 di tasse che si sono presi e il mio conto in banca è di 1000? allora per mè non è vero nulla....e che dobbiamo stare sempre sotto pressione altrimenti come continueresti a pagare senza dire nulla?

In Europa tutta la vita è vita qui è inferno e l'unica alternativa è l'illegalita!!!

Ti saluto

# - postato da sx1mania - 18 Nov 2006 20:27

#10

E'vero che in Europa la vita è vita e qua è inferno.Ma in Europa non hanno avuto Craxi e i nostri socialisti.Soprattutto,in Europa non dico tutti,ma molti pagano le tasse.In Italia solo i fessi dipendenti come me e come te.Voglio dire che prendersela con il potere politico serve fino a un certo punto.E'con la gente che occorrerebbe prendersela.E quello che bisogna sperare è un Governo che riesca a imporre effettivamente un modello (quello democratico)a un popolo che quel modello non lo vuole.

# - postato da ingrato - 18 Nov 2006 20:34

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